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acqua diventa luce - Libreria LEONE Stresa

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ACQUA, DIVENTA LUCE!
STORIA IDROELETTRICA DEL BACINO DELL’OVESCA
DALL’OTTOCENTO ALLA NAZIONALIZZAZIONE
Autore: Andrea Cannata
editore: Bellavite editore



Iniziata 135 anni fa con il piccolissimo impianto del Gaggiolo per le acciaierie di Villadossola e sviluppatasi poi su grande scala tra il 1920 e il 1930 con i grandi impianti della Società Edison, l’utilizzazione delle forze idrauliche della Valle Antrona riveste un ruolo di prim’ordine nello sviluppo dell’industria elettrica nazionale. Gli impianti dell’Ovesca diedero un contributo fondamentale nel consolidare il primato della Società Edison come maggiore gruppo elettrico del Paese,
sia in termini di energia prodotta che distribuita, sia in termini di capitalizzazione.
Gli impianti dell’Ovesca fecero persino registrare dei primati italiani: l’impianto con la più alta caduta mai costruito sino ad allora, quello di Villadossola nel 1901, e l’esercizio della prima linea di trasmissione a 130.000 Volt, la Pallanzeno-Arquata Scrivia.
Una storia che passa da figure del calibro di Pietro Maria Ceretti, Gaetano Bonomi, Piero Marinoni, Carlo Esterle, Giacinto Motta e persino da Carlo Sutermeister, colui che fece funzionare la prima linea elettrica d’Europa in corrente alternata per il trasporto di energia a distanza e che studiava nuove realizzazioni proprio in Valle Antrona.
Non meno significativi sono gli aspetti legati all’architettura delle due stupende centrali Giovan Battista Pirelli di Rovesca e Giuseppe Colombo di Pallanzeno, sobriamente neoquattrocentesca
la prima e di ispirazione baroccheggiante la seconda, entrambe disegnate dal quasi sconosciuto architetto Luigi Bisi, a riguardo del quale – grazie alle ricerche dell’architetto Paolo Volorio – sono stati condotti nuovi studi riportati in uno specifico capitolo questo volume.
Per la Valle Antrona le testimonianze fotografiche o cinematografiche, le memorie tecniche, gli articoli di giornale e persino il materiale pubblicitario dell’epoca, sono molto difficili da rintracciare. Per la prima volta tutto questo è stato raccolto in un unico volume organico con l’intento di preservare la storia di un’intera valle, che dopo oltre un secolo continua a generare con le sue acque energia rinnovabile.
L’elegante volume con copertina rigida telata e sovracoperta, si compone di 204 pagine di grande formato 28x30. I testi sono arricchiti da oltre 200 fotografie e disegni, in ampia parte mai pubblicati prima, provenienti dall’archivio Enel, dalla Biblioteca Braidense di Milano, dall’archivio della Costruzioni Meccaniche Riva (oggi Voith Hydro Italia),
dall’Associazione culturale Villarte e da collezioni private e famigliari.

L’AUTORE
Si laurea in ingegneria meccanica e ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano
ed entra in Enel Produzione nel 2009. Dopo essere stato capo centrale a Verampio
e Pallanzeno e aver ricoperto il ruolo di responsabile della manutenzione dell’Area Nord Ovest, si occupa oggi degli avviamenti degli impianti idroelettrici italiani di Enel Green Power.
Appassionato e conoscitore del patrimonio storico, sia tecnico che architettonico, del sistema idroelettrico della Val d’Ossola, cura tra il 2016 e il 2017 la mostra
“Uomini Macchine e Dighe” allestita a Crodo, Formazza e Milano. Nel 2019 pubblica il volume “Sabbione - Storia di una diga e degli uomini che l’hanno costruita” e nel 2023
“Centomila cavalli per Milano - Storia idroelettrica dei bacini del Toce e del Devero
da Ettore Conti alla nazionalizzazione”. Ama raccogliere documenti,
oggetti e testimonianze, riscoprendo e dando valore alla storia degli uomini che hanno animato l’industria italiana del ’900.


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